molti anni fa ero in aula, rapita dall’amore di professore per la biologia e la chimica, dalla lirica delle sue lezioni, dove le parole prendevano forma e i gesti davano movimento a quella forma, rendendo visibile un doppio foglietto lipidico sulla superficie dell’acqua, o un mitocondrio in attività. con questa capacità rappresentativa, un giorno ci parlò delle relazioni tra gli atomi e della natura energetica di questi legami: legami ionici tra atomi che, avvicinati, subivano un’immediata forte attrazione, unendosi, e che con una piccola quantità di energia si scioglievano, e quelli covalenti , tra atomi che potevano rimanere vicini a lungo senza legarsi mai, ma che, se legati, avrebbero richiesto una forte immissione di energia per essere sciolti. la causa di questi diversi comportamenti, imparai, era dovuta ad una ‘danza’ tra la forza attrattiva e quella repulsiva esercitate dal nucleo e dagli elettroni tra atomi. quale somiglianza tra i legami chimici e quelli umani...