venerdì 25 maggio 2018

Consapevolezza e punti ciechi


"Le proprietà terapeutiche della consapevolezza sono davvero infinite!", scriveva John Whitmore, parlando di 'punti ciechi', ovvero parti della realtà che il cliente evita di prendere in considerazione.

Nel coaching per parlare di consapevolezza, possibilità e responsabilità, si dice spesso che esistono 3 tipi di persone:
- quelle che fanno accadere le cose;
- quelle alle quali le cose succedono;
- quelle che si chiedono sorprese "cos'è successo?".

Nel primo gruppo rientrano i 'partecipanti', più o meno consapevoli di sé e del mondo, lavorano alla creazione della realtà: attivano una serie di azioni per ottenere un risultato, che se poi non è quello sperato, avranno acquisito esperienza, scoprendo 'punti ciechi', che allora 'ciechi' non saranno più. Sono alla ricerca attiva del cambiamento, continuando a percorrere i tragitti possibili verso le proprie mete.

Nel secondo gruppo rientrano gli 'astenuti', scarsamente consapevoli di sé, che non decidono, probabilmente convinti di essere impossibilitati ad avere la minima influenza di trasformazione. Spesso, questa impotenza è frutto di una visione parziale degli eventi: considerano solo il 'problema' di partenza e la 'soluzione' d'arrivo, il 'fallimento' possibile e il 'successo' sperato; il 'punto cieco' è il processo che porta dall'uno all'altro. Se ciò che immaginiamo accada è solo vincere o fallire, la paura di non farcela è l'ostacolo e la frustrazione da impotenza, la condanna.

Nel terzo gruppo troviamo gli 'assenti', ai quali la consapevolezza manca completamente. Non solo non partecipano, ma non possono neppure vedere cosa accade dentro ed attorno a loro. L'esercizio quotidiano è mantenere tutto com'é per poter rivivere -giorno dopo giorno- una 'normalità' assai rassicurante. Per tutti i bisogni insoddisfatti, si nutrono di virtualità.

La semplificazione qui sopra, mi serve per accendere l'attenzione sulla diversa consapevolezza che agiamo nel nostro quotidiano; magari siamo 'partecipanti' appassionati sul lavoro e 'astenuti' spaventati in amore, o 'assenti' stralunati nella cura di noi stessi...

L'invito, quindi, è di prenderti un minuto per scrivere su un foglio bianco quanto ti percepisci consapevole (partecipo - mi astengo - sono assente) nelle 3 mega aree della tua vita: 
- LAVORO 
- AMORE
- CURA PERSONALE

Intanto pensarlo. Intanto scriverlo. Intanto stare con quell'emozione spiacevole (ma funzionale) che potrebbe derivarne. E qualcosa comincia a cambiare...

Buon lavoro!

venerdì 18 maggio 2018

Rifiuto vs AMORE


"Tutto ciò che rifiutiamo e odiamo si impossessa di noi;
tutto ciò che amiamo e integriamo ci rende liberi"
Bert Hellinger

Nato in Germania nel 1925. 
Schedato dalla Gestapo come “sospettato di essere un nemico del Popolo“ - poiché non partecipava alle riunioni della Gioventù Hitleriana ed era iscritto ad un'organizzazione cattolica illegale - si salvò dalle ritorsioni della stessa Gestapo perché, a soli 17 anni, venne reclutato e spedito in guerra, dove combatté, fu catturato e tenuto prigioniero in un campo alleato in Belgio. All'età di 20 anni, uscito dalla prigionia ed assolvendo un desiderio già nato nell'infanzia, entrò in un ordine religioso cattolico dove sperimentò, oltre allo studio, il silenzio meditativo e la contemplazione. (...)
(fonte: wikipedia)

giovedì 17 maggio 2018

Opposizioni

Il giardino di limoni (trailer)


In estrema sintesi: per la sicurezza di un ministro israeliano, il limoneto di Salma, una donna palestinese, dovrebbe essere abbattuto. 

"Ci deve essere un'altra soluzione!" urla Mira, moglie del ministro; ma nessuno retrocede.

Nei conflitti senza alternative, tutti perdono, anche quando una parte ottiene quello che vuole. 
Quale prezzo paga il ministro per sentirsi al "sicuro"? 

Buona visione. Buona riflessione.

martedì 15 maggio 2018

Public speaking, che paura!

Fiorello

Parlare in pubblico è un'opportunità per tutti e in tanti, per mancanza di umiltà, non si chinano a raccoglierla.

Parlare in pubblico fa paura a tutti, anche a grandi intrattenitori di successo che si assumono la responsabilità di essere fallibili.

Parlare in pubblico fa paura a tutti e qualcuno sceglie di uscire dall'impotenza, riappropriandosi della libertà di affermarsi, di dare forza alle proprie idee.

Se pensare al "public speaking" ti fa aumentare i battiti cardiaci, qui sotto ti propongo un articolo piacevolissimo, con ottimi spunti di riflessione, perché questo stress si trasformi nell'intenzione di provarci... 
(e ti assicuro che quando i nostri corsisti ci provano, non vogliono più smettere! www.parlabene.it

Trovi l'articolo a questo link:

domenica 6 maggio 2018

Potenza



"Gentilezza, apertura totale, vulnerabilità, scambio. Insomma, questa è roba potente." (Dr. BJ Miller)

venerdì 4 maggio 2018

Vigorosa discrezione


Learn to light a candle in the darkest moments of someone’s life.
Be the light that helps others see; it is what gives life its deepest significance.

(Roy T. Bennett)

Impara ad accendere una candela nei momenti più bui della vita di qualcuno.
Sii la luce che aiuta gli altri a vedere; è ciò che dà alla vita il significato più profondo.”

Ognuno sa quanto sia complesso stare accanto a qualcuno che vive un momento difficile della vita e a volte ci adoperiamo per "salvarlo" molto più del dovuto ottenendo -di solito- il contrario di ciò che serve.

L'immagine della candela usata da Bennet mi pare perfetta per la discrezione che rappresenta. 
Nel buio, discreta e vigorosa.