venerdì 7 settembre 2018

Urgenza

S’arrêter, s’étonner, faire patience, apprendre à contempler le monde avec un regard tactile, démultiplier ses paupières face au visible, accueillir en son ouïe le souffle du silence – telle est l’urgence. 
(Sylvie Germain, De temps en temps)

Fermarsi, stupirsi, pazientare, imparare a contemplare il mondo con sguardo tattile, inspessire le palpebre di fronte al visibile, accogliere nell'ascolto il soffio del silenzio – tale è l’urgenza.

sabato 25 agosto 2018

Riconoscere la grandezza


Quando mi sento a disagio, so che mi trovo di fronte a qualcuno che sta gonfiando le penne;


ma quando mi sento elevata, so che mi trovo di fronte a qualcuno che rinforza le mie ali...


sabato 30 giugno 2018

Ti sta piacendo?

Quello che fai, ti piace? 

Ci stai dentro con il corpo e l'anima?
 
Contribuisce (direttamente, o indirettamente) a realizzare le cose per te importanti?


E' fondamentale per l'esperienza che vuoi raccogliere nella tua vita?

Se non è così, cambia!

Comincia con una piccola novità. Qualcosa di possibile; niente che metta a rischio la tua sicurezza, ma inizia. 

Potresti invertire la sequenza delle azioni della mattina, o fissare un appuntamento che rimandi da tempo, o provare una bibita diversa al bar, o cominciare a leggere di un argomento del quale non sai nulla...

Metti piccoli semi di novità nei tuoi giorni e qualcosa di nuovo germoglierà piano, piano... Basta giusto un po' di attenzione per attivare pensieri mai fatti e possibilità mai considerate.

Perché se ciò che fai non ti appassiona, alla lunga spegnerà la vitalità e si porterà via tutta la magia di vivere.

Quindi comincia. Ora.


giovedì 14 giugno 2018

Benefici dell'ascolto

"Mi piace il mio capo, mi ascolta, posso parlare con lui". 

I tuoi impiegati possono dire questo di te? 

(...) chi sa ascoltare si guadagna il rispetto e la lealtà delle persone. 

(Da 'Iimparare ad ascoltare', M. Burley-Allen)

venerdì 25 maggio 2018

Consapevolezza e punti ciechi


"Le proprietà terapeutiche della consapevolezza sono davvero infinite!", scriveva John Whitmore, parlando di 'punti ciechi', ovvero parti della realtà che il cliente evita di prendere in considerazione.

Nel coaching per parlare di consapevolezza, possibilità e responsabilità, si dice spesso che esistono 3 tipi di persone:
- quelle che fanno accadere le cose;
- quelle alle quali le cose succedono;
- quelle che si chiedono sorprese "cos'è successo?".

Nel primo gruppo rientrano i 'partecipanti', più o meno consapevoli di sé e del mondo, lavorano alla creazione della realtà: attivano una serie di azioni per ottenere un risultato, che se poi non è quello sperato, avranno acquisito esperienza, scoprendo 'punti ciechi', che allora 'ciechi' non saranno più. Sono alla ricerca attiva del cambiamento, continuando a percorrere i tragitti possibili verso le proprie mete.

Nel secondo gruppo rientrano gli 'astenuti', scarsamente consapevoli di sé, che non decidono, probabilmente convinti di essere impossibilitati ad avere la minima influenza di trasformazione. Spesso, questa impotenza è frutto di una visione parziale degli eventi: considerano solo il 'problema' di partenza e la 'soluzione' d'arrivo, il 'fallimento' possibile e il 'successo' sperato; il 'punto cieco' è il processo che porta dall'uno all'altro. Se ciò che immaginiamo accada è solo vincere o fallire, la paura di non farcela è l'ostacolo e la frustrazione da impotenza, la condanna.

Nel terzo gruppo troviamo gli 'assenti', ai quali la consapevolezza manca completamente. Non solo non partecipano, ma non possono neppure vedere cosa accade dentro ed attorno a loro. L'esercizio quotidiano è mantenere tutto com'é per poter rivivere -giorno dopo giorno- una 'normalità' assai rassicurante. Per tutti i bisogni insoddisfatti, si nutrono di virtualità.

La semplificazione qui sopra, mi serve per accendere l'attenzione sulla diversa consapevolezza che agiamo nel nostro quotidiano; magari siamo 'partecipanti' appassionati sul lavoro e 'astenuti' spaventati in amore, o 'assenti' stralunati nella cura di noi stessi...

L'invito, quindi, è di prenderti un minuto per scrivere su un foglio bianco quanto ti percepisci consapevole (partecipo - mi astengo - sono assente) nelle 3 mega aree della tua vita: 
- LAVORO 
- AMORE
- CURA PERSONALE

Intanto pensarlo. Intanto scriverlo. Intanto stare con quell'emozione spiacevole (ma funzionale) che potrebbe derivarne. E qualcosa comincia a cambiare...

Buon lavoro!