lunedì 26 marzo 2018

Gli adolescenti ci scrivono

(…) le lettere ci restituiscono ragazzi e ragazze che chiedono alla società di rompere l'incantesimo: non amano questa corsa a essere il migliore o il talentuoso, quello simpatico o quello all'altezza, quella bella o quello sicuro di tutto, chiedono di potersi muovere liberamente nei propri limiti, lontani anni luce dalla generazione delle carriere e del successo cui forse appartenevano i loro genitori.
(…) Dobbiamo sapere certamente anche questo: la generazione che scrive porta inciso sulla propria pelle questo enorme carico di normatività da cui è circondata, aspettative e “normalità” da non disattendere, maschere e performance cui dar conto ogni giorno. Il vero regalo sarebbe liberare tutti.
Poche lettere osano il “noi” e sono tutte riportate in questa selezione. 
Mentre gli adulti usano il voi e lo riducono a conio di una nuova etichetta singolare, ragazze e ragazzi non trovano nemmeno l'io, o meglio lo compongono un giorno alla volta, lo provano nelle relazioni sociali e digitali, senza mai arrivare a una sintesi, spesso senza pretenderla, intuendo i rischi di una rigidità in un mondo precario e incerto.”

(tratto dalla prefazione di Stefano Laffi, del libro “Quello che dovete sapere di me. La parola ai ragazzi”)

I capitoli di questo libro (raccolta di lettere scritte da adolescenti e pubblicato nel 2016) sono:

Avere paura
Altalenare
Cercare se stessi
Credere
Amare
Imparare
Avere coraggio
Visioni

Lo sto ancora leggendo, ma non ho resistito all'urgenza di diffonderlo: è preziosissimo.

E' un libro indispensabile a tutti coloro che hanno vicino e a cuore gli adolescenti: aiuta a riaprire cassetti di memoria di ciò che abbiamo provato e che non ha trovato comprensione, alla possibilità di dedicare ai ragazzi momenti di lettura, senza paura di affrontarne dal vivo il loro tumulto, e forse, poi, ritrovare la pace che permetta loro di sederci accanto senza timore di essere giudicati, ma trovando qualcuno disponibile a conoscerli. Davvero. 

Buona lettura!

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