venerdì 9 marzo 2018

figli adolescenti: cos'hanno in testa?


"Nella testa degli adolescenti. I nostri ragazzi spiegati attraverso lo studio del loro cervello" è un libro di divulgazione scientifica che mi avrebbe fatto bene leggere quando ero un'adolescente e rileggere quando lo è stato mio figlio: sarebbe stato tutto più chiaro e avrei atteso con maggiore fiducia che la natura facesse il suo corso.

Oggi ribattezzerei questo arco temporale che ci conduce dalla fanciullezza all'età adulta, con il termine 'sregolescenza'.

E', infatti, un periodo in cui tutto cresce, in modo piuttosto disarmonico, con alti e bassi da far girare la testa.

Cresce il corpo e l'entusiasmo verso specifici interessi.
Cresce il disagio verso l'altro sesso e l'attenzione per le emozioni (proprie e altrui).
Cresce l'intimità, la fiducia e la stima nell'amicizia, con le conseguenze che derivano dallo sperimentare i primi tradimenti e delusioni.
Crescono le ore di veglia serale e di sonno mattutino.
'Crescono' gli ormoni, provocando immediati cambi di stato, dal pianto inconsolabile, all'esaltante euforia...

E tutto questo lo sappiamo già, perché ne siamo impotenti protagonisti, o spettatori.

Ma leggere i motivi fisici per cui tutto ciò avviene, è illuminante! 

Eveline Crone (full professor of neurocognitive developmental psychology of the Institute of Psychology at Leiden University) illustra gli studi condotti dalle neuroscienze con sufficiente semplicità, descrivendo lo svilupparsi dei percorsi neurali, delle specificità funzionali del cervello e della sua efficienza. 

Ciò che più mi è rimasto impresso di tanti stupori, è aver sciolto il mistero di quella che lei definisce "fase intrepida", ovvero quel momento in cui i ragazzi sono tanto disinibiti di fronte al rischio: l'eccezionale sensibilità dell'amigdala e del nucleo accumbens (il centro del piacere), non è sempre sostenuta dall'adeguata maturazione della corteccia frontale e dell'insula (funzione del controllo). E' questo il motivo per cui i ragazzi possono essere più propensi a considerare la gratificazione piuttosto che le conseguenze negative di determinate situazioni... 

E' una 'disarmonia' di funzioni e non la stupidità dei ragazzi, né l'inadeguatezza del genitore, la causa di certe scelleratezze. Ah... Averlo saputo!

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