lunedì 26 gennaio 2015

grandi sogni


succede di sedersi di fronte a qualcuno che non vorrebbe essere lì, perché non lo ha scelto.
non lo avrebbe scelto mai: sta così male da esser certo che nessuno più lo capirà.

assente, desideroso di far passare il tempo più velocemente possibile.
la sua laconicità è scoraggiante, il suo sguardo schivo, avvilente.

scoraggiato e  avvilito, così si è seduto. 
con la sua voglia di scappare via, perché non sia l’altro, ancora una volta, a lasciarlo solo.
via dalle sue domande, dai suoi sogni così grandi che, se li racconta, poi sembrano assurdi.

ma nessuno dei due s’è allontanato.
disorientati entrambi dal dolore, dalla mortificazione, dalla privazione che lascia il sogno abbandonato.

e il sogno si riforma e con lui un’energia nuova.

Nessun commento:

Posta un commento