venerdì 10 luglio 2015

successi!

suoi, del cliente che è stato puntuale alle sessioni (prima ogni settimana, poi ogni due).
suoi, del cliente che ha scelto un tempo per sedersi in un ambiente tranquillo, neutro, col cellulare spento, di fronte al coach in ascolto dei suoi pensieri, le sue analisi, riflessioni, progetti…
del cliente che tornando alla sua vita, portava scoperte, emozioni ed elementi che illuminavano di senso un nuovo agire volontario, allarmandolo delle reazioni abitudinarie.
i successi sono suoi, che si è impegnato, giorno dopo giorno, nel migliorare la sua vita, tremando di paura, osando sfidarsi, tagliando frequentazioni pedanti e cercando nuovi stimoli ed interessi; per aver superato la stanchezza, per essersi fermato e aver avuto la forza di riprendere a lavorarci ancora…


e quando dopo solo pochi mesi, gli proponi un esercizio in cui elencare i successi dell'ultimo anno, si mette a scrivere e mentre scrive gli brillano gli occhi, perché si accorge che, anche se è l’inizio della sua avventura, la sua felicità sta prendendo forma.

e a noi coach, creare le condizioni perché tutto questo sia possibile!

mercoledì 1 luglio 2015

cos’è veramente il coaching


traduco e pubblico un articolo di Madeleine Blanchard che ho trovato particolarmente semplice ed esaustivo:

recentemente, un’amica mi ha telefonato chiedendomi una mano per un problema di lavoro che la stava facendo diventare matta. le ho chiesto: “vuoi un consiglio, o vuoi del coaching?”

“non sono la stessa cosa?” mi ha risposto.

no. non lo sono.

il coaching – o quello che si conosce come life, business, executive o leadership coaching- esiste da una trentina d’anni. nonostante molte persone sappiano, in generale, di cosa si tratta, le idee sono spesso ancora confuse. dunque, qual è la differenza tra ricevere consigli o coaching?

la principale differenza è questa: il lavoro del coach non è dare consigli. nessun coach è abbastanza acuto o ha una così profonda e ampia conoscenza che permetta di dare sempre consigli giusti. la verità è che la maggior parte delle persone non vuole consigli. anche quando la persona, facendo coaching, dice “dimmi cosa dovrei fare”, non vuole veramente sentirsi dire cosa fare.

il vero beneficio che la maggioranza delle persone trae dal coaching, è determinare cosa vuole davvero e talvolta è la cosa più difficile da chiarire. a seguire, necessita un confronto sulle possibilità, gli ostacoli, le scelte (secondo loro) più adatte e il supporto necessario a compiere i passi che hanno stabilito di fare.

un consiglio è semplicemente questo: ogni frase inizia con “dovresti…”, “se fossi in te…”, o “perché non fai…” questo è un cosiglio. e ci puoi scommettere che, il maggior numero delle volte, non ci sarà seguito a quelle parole che non verranno capite o  ascoltate.

il bello del coaching è che scopre ciò la persona ha già in sé, ma che forse necessita di essere solo un po’ scovato. dare consigli è semplice –in effetti, lo faccio gratis tutti i giorni. il coaching richiede abilità e pratica ed è per questo motivo che le persone pagano per farlo.